Quando parliamo di cambiamento, spesso mettiamo tutto nello stesso contenitore.
Paura, blocco, evitamento, ansia.
In realtà, dentro una persona si muovono piani diversi.
Corpo, mente e comportamento operano insieme, ma con funzioni differenti.
Distinguere questi livelli rende il lavoro psicologico più preciso.
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Strategie di sopravvivenza: il corpo che protegge
Le strategie di sopravvivenza appartengono al sistema nervoso.
Sono risposte automatiche apprese in contesti in cui sicurezza, stabilità o legame erano percepiti come a rischio.
Il sistema nervoso registra l’esperienza e costruisce pattern di protezione.
Attacco, fuga, congelamento, compiacenza.
Ipercontrollo, iperindipendenza, iperperformance.
Questi adattamenti hanno una funzione chiara: mantenere sicurezza.
Operano a livello neurofisiologico.
Si attivano prima della riflessione.
Il corpo reagisce e solo dopo arriva la narrazione mentale.
Questo significa che molte reazioni sono radicate in memoria implicita e regolazione autonomica.
Il cambiamento passa anche attraverso la regolazione del sistema nervoso, non solo attraverso l’analisi cognitiva.
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Meccanismi di difesa: la mente che organizza l’esperienza
I meccanismi di difesa appartengono al funzionamento intrapsichico.
La loro funzione è mantenere equilibrio interno e ridurre l’angoscia.
La mente costruisce spiegazioni, interpreta, filtra, riorganizza il significato dell’esperienza.
Razionalizzazione.
Proiezione.
Intellettualizzazione.
Minimizzazione.
Le difese proteggono l’immagine di sé, la coerenza interna, la stabilità emotiva.
Qui il lavoro riguarda la consapevolezza.
Riconoscere come si costruisce il significato di ciò che accade apre spazio a maggiore flessibilità.
Le difese non sono errori.
Sono tentativi intelligenti di mantenere integrità psichica.
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Coping: il modo in cui gestiamo lo stress nel presente
Il coping riguarda il comportamento.
È l’insieme delle modalità che utilizziamo per gestire una situazione stressante.
Esistono strategie orientate al problema: pianificazione, ricerca di soluzioni, richiesta di supporto.
Esistono strategie orientate all’emozione: regolazione, condivisione, elaborazione.
Esistono modalità evitanti: distrazione, procrastinazione, anestesia emotiva.
Il coping è visibile.
È ciò che una persona fa.
Non descrive l’origine profonda del blocco, ma la modalità con cui lo affronta nel qui e ora.
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Come interagiscono tra loro
Questi tre livelli si influenzano reciprocamente.
Un’attivazione del sistema nervoso può facilitare una difesa mentale.
Una difesa può orientare il tipo di coping scelto.
Un coping rigido può rinforzare una strategia di sopravvivenza.
Esempio.
Una persona desidera una relazione più autentica.
Il sistema nervoso associa intimità a vulnerabilità e rischio.
Si attiva una strategia di protezione.
La mente costruisce una narrazione coerente: “Sto meglio da solo”, “Le relazioni complicano la vita”.
Il coping diventa distanza, evitamento, investimento esclusivo nel lavoro.
Tutto il sistema collabora per mantenere stabilità.
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Coping flessibile e funzionamento psicologico sano
Le persone con maggiore funzionalità psicologica non utilizzano una sola strategia.
Hanno accesso a un repertorio ampio.
Sanno pianificare quando serve.
Sanno fermarsi quando serve.
Sanno chiedere aiuto.
Sanno restare con un’emozione senza agire immediatamente.
La flessibilità è l’elemento centrale.
Un repertorio ricco consente adattamento.
La rigidità restringe le possibilità.
Nel lavoro psicologico, ampliare il repertorio di coping aumenta la capacità di scelta.
Integrare il corpo e la mente permette cambiamenti più stabili.
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Distinguere strategie di sopravvivenza, difese e coping rende la lettura dei blocchi più fine.
Ogni livello richiede un intervento diverso.
Regolazione, consapevolezza, sperimentazione comportamentale.
Quando comprendiamo quale piano è attivo, il cambiamento diventa un processo strutturato, non un atto impulsivo.
Se vuoi approfondire questi temi o lavorare su un cambiamento concreto nella tua vita, puoi contattarmi. Il primo spazio di ascolto è gratuito.
Puoi scrivermi e fissare una prima conversazione.



